Fingere, tu riesci a fingere quando ti trovi accanto a me,
mi dai sempre ragione e avrei voglia di dirti ch’è meglio se sto solo.
Una volta il mio prof mi disse, vedendomi smadonnare davanti al mio schermo in luminoso black out: “Calmati, fermo Diobono! Con tutti sti comandi è logico che ti si blocchi. Rischi di mandare in fumo tutto il tuo lavoro. Gli input vanno dati uno alla volta, con calma e soprattutto usando un po’ di cervello.”
Mi sento come quel pc.
La luce negli occhi in luminoso black out.
Mi chiedo:
quando finiranno gli input, funzionerò ancora?
Ctrl+Alt+Canc.
(Corro avanti e indietro, piacevolmente in bilico. Sfrecciano in mente immagini e profumi che, lascivamente, si spalmano su una linea temporale senza regola alcuna. Veloce-lento-veloce-veloce-lento-lentissimo. Assenza di moto. Repentino cambiamento di direzione. Veloce-lento-veloce-veloce…La chiamano aritmia. Loro.)

Ci sono 4 commenti a “Black out”
Sto resettando.
ma che gli input non manchino mai.
s.
mi piacerebbe imparare. un input alla volta. ma non mi so fermare…
sagami: l’importante è che siano gradualmente diluiti nel tempo e non intensamente concentrati in maniera puntuale…sono questi ultimi che provocano collassi al sistema…
erika: è ingordigia di input la tua? Oppure inesperienza a livello gestionale?
“vivere non è difficile, dovendo poi rinascere, cambierei molte cose, un pò di leggerezza e stupidità”….l’animale di Battiato è una delle mie preferite in assoluto.
complimenti per il blog, molto bello per le idee e i pensieri naturalmente.