Tutto calmo. Fuori, lo è tutto.
Dentro, c’è altro, per il momento. Sono troppi suoni, troppe cose che devo definire, delimitandone tratti e zone d’azione. Sennò non riesco a raccapezzarmi. Sento impellenze, un peso sullo sterno, un groppo insoluto alla gola, un intreccio di lana in testa, pressione sanguigna sotto il minimo storico, i muscoli mi fanno male dopo clandestini, notturni bagni in piscina. Non fumo più da due settimane. Branduardi canta con i suoi soliti ricami vocali e io sto male. Forse è che ho avuto così tante cose a cui pensare in questi giorni che adesso, un pò più fresco, mi crea confusione sentirmi meno impegnato. Oddio.
E’ che sto proprio strano fisicamente. Mentalmente, anche. Vedo le prossime cose da fare nei mesi a venire come tessere uguali -rosse- di un cubo di Rubik. E mi snervano questi giochettini di abilità. Li odio, anzi.
E in tutto questo crascrk-shkrartch-sprrtkcz non voglio nessun aiuto. Solo, come sempre, passa ogni cosa. Così, fisiologicamente.
Nei prossimi giorni ci saranno tanti vai e vieni. Come le lacrime di questo momento, inutili.
Facce e sorrisi e voci che voleranno fuori da questa vita di bassa padana. E io sono uno stupido a non aver dato di più, come sempre. Come mio solito. Non imparo mai.
——–
In momenti così vorrei ritornare in Sicilia, a casa in campagna dai miei nonni. Fare la strada piena di curve, da solo in macchina. Vorrei che fosse un pomeriggio di settembre, con quel clima da inizio d’autunno. Il finestrino abbassato e la prima aria fresca che ti fa venire la pelle d’oca. Vorrei aprire quel portone nero con l’edera. Parcheggiare dentro tra i due pini. Andare di là, nell’orto, e sedermi sul gradino, vicino alla pila. Aspetterei il buio da solo, guardando le formiche.
Non voglio pensare che tutto questo sia passato.
Non voglio sentirmi così debole.

Ci sono 3 commenti a “shhh”
la nostalgia ci fa sempre pensare che siamo deboli.
possiamo fare qualcosa ?
Quante volte sono tornata a percorrere strade piene di curve, a sentire la consistenza di antiche mura, a cercare rifugio in odori e sapori di una casa sparita o lontana.
Debolezza? Ricchezza.