Stai zitto che non c’hai che dire.
Parlami urlandomi negli occhi come se volessi guarirmi dalla cecità. Inghiotti quei rigurgiti da lattante, evita di sporcarmi. Raccogli con le mani a conchiglia grani di oro conservati dentro cassetti profondi, con lucchetti aperti e senza combinazione. Fanne insieme, fanne unica colata di maggior valore. Alzati che quei ceci stanno ormai diventando farina sotto le tue ginocchia. Spostati che quell’angolo sta ormai diventando curva dietro la tua schiena. Bevi ancora, così che possa ritornare a piangere di nuovo. Vedi la morte e abbracciala, falle conoscere la vita. L’amore pure. Dalle baci, carezze. Prendi il tempo sulle spalle, come bambino non come zavorra. Senti i suoni, evita i rumori. Bruciati col fuoco di candele che stanno spegnendosi, attendendo che qualcuno raddrizzi lo stoppino. Continua a fare. Continua a disperare. Continua nella corsa che si allunga così tanto davanti ai tuoi occhi da divenire passeggiata. Sois sincère. Se ti siedi lì nessuno verrà a cercarti e a nessuno potrai dire quanto è morbido il velluto della tua poltrona.
Stasera dormo nudo.
Voglio sentirmi inerme.
Voglio avere freddo per desiderare calore.

Ci sono 2 commenti a “waiting for”
hai molto da dire, moltissimo da raccontare, un intero scrigno d’amore e di vita sonante da condividere con quelli che lo meritano e che non aspettano altro che la tua felicitá.
lasciati andare quindi, lasciati cullare da quella primavera che hai e che sai. regalala a chi ami, dividila per moltiplicarla. fanne la tua vita.
henry
Mi inchino a entrambi.
Straziante in alcuni punti, ma intensissima.