No.
Non riesco a chiamarla libertà.
E’ solo sentore. Solo profumo di pane davanti la porta del panettiere. Non è pane.
Il carillon gira da quando sono arrivato, ma resta sempre allo stesso posto. Ha conosciuto i sorrisi di bambini diversi, ha visto centinaia di genitori alzare la mano come per salutare le trottole dei loro figli, ha visto. Ma è sempre rimasto li, girando sul suo asse.
I am twisted.
Aspetto il momento di lasciare la corda attorcigliata e vederla liberarsi della tensione, della torsione dàtale. Con giri antiorari, descrivendo circonferenze, ellissi, danze tribali e di ballerina. Girando attorno a un asse invisibile e mutevole. A tratti assente, tale da immaginarsi indipendente.
Fists full of love.
J’en ai besoin.
Credo.
Da parte di me stesso.
Soprattutto.

Ci sono 2 commenti a “niente è come sembra”
allora sarà un vortice, in cui meravigliosamente e totalmente perdersi.
s.
eppure il profumo ti invita ad oltrepassare la porta del panettiere e a sgranocchiare con l’acquolina in bocca la crosta friabile, la mollica morbida e ancora calda all’interno. Il momento di lasciare la corda è sempre topico, come una specie di rito di iniziazione: io ho appena dato il via alle danze, e ti dirò, pensavo che questa sequenza di passi tortuosi sarebbe stata più traumatica, e invece assomiglia un po’ a quel “naufragar” di tempi ormai andati…
un abbraccio
Ady