(Wim Mertens - The belly of an architect)
Le mie pause dall’abituale pratica dello scrivere si fanno di volta in volta sempre più prolungate e dense. Come se non sentissi più la necessità, il bisogno di rendermi pubblico. Come se tutto sia stato detto già. Ma la realtà è diversa.
Ed è di quelle meno chiare possibili.
Scrivere con frequenza mi consentiva di isolare dei pezzi di tempo vergine, bianco, pronto a ricevere. Mi metteva nella condizione di praticare quasi forzatamente un silenzio, un distacco volontario dal mio personale rumore di fondo.
Da po’, invece, ho come cominciato spontaneamente a spegnermi a mia insaputa, senza alcuna intenzionalità. È come imboccare una via senza accorgersi che la sua targa di marmo segna il vicolo dello standby. Mi ìsolo spesso. Accade che in questi attimi di introspezione succeda di tutto. Il pensiero di me corre veloce. Ed è anche per questo che ho difficoltà a riprendere la scrittura come mezzo di decantazione, sedimentazione, stratificazione da analizzare in seguito. Nonostante senta ancora vivo il bisogno di rendermi pubblico a me stesso. Nonostante debba esplicitarmi nel mio stesso corpo e nel mio stesso pensiero. Nonostante non sappia ancora trascrivere ed interpretare le parti che di me sono meno leggibili. Di cui non ho consapevolezza. Di cui dimentico o trascuro l’esistenza.
Penso che debba ancora accettare spigoli acuti che penso già smussati. Penso sia sbagliato vantarsi dello stendardo della vittoria che ho piantato sul mio piede. Penso sia un dovere rincorrersi in un gioco di analisi e sintesi continua, giungendo alla più flebile delle verità per poi ricominciare nel nome della relatività di me stesso.
Bisogna che io ci creda.
Bisogna che io mi creda. Capace.
D’essere. Sincero. D’accettarmi. D’amarmi. Sincero.

Ci sono 10 commenti a “d’essere”
E questo è un processo che durerà tutta la vita. La sincerità, soprattutto con se stessi, è una conquista quotidiana.
Tutta una vita? Non ci credo..
Se è per tutta la vita non saprei, ma che ogni volta ci si sorprenda a scoprirsi in lati nuovi di sé, quello è abbastanza certo… Per i disincantati è una delle prove che siamo vivi e intelligenti… Nel mio caso, più banalmente, si tratta di un’eccezionale capacità di scordarmi del MIO passato…
Il punto non è scoprire dei lati nuovi, accessori.
Il punto è prendere atto dello “stato di fatto”, per dirla con una terminologia da restauro.
Ed è lì che si fatica.
Probabilmente tu Principe sei già arrivato, mentre io non ci arriverò mai pienamente. C’è differenza in questo. Io arrivo a prendere atto, sì, ma poi me ne “scordo”. In questo sono simile ad Antonio.
Arrivato, si.
Ho sempre pensato d’essere arrivato ad un’auto-conoscenza completa.
E ne ho sempre fatto uno dei miei punti forti, una cosa di cui, addirittura, vantarmi. Un connotato da inserire nella categoria “pregi”, insomma.
Ci sono momenti, però, in cui vorrei essere meno consapevole.
Ecco, ci sono momenti in cui vorrei vivere con le fette di prosciutto sugli occhi.
Affettato spesso, per favore.
γνῶθι σεαυτόν dicevano i greci lasciando solo intuire la complessitá di questa conoscenza di se.
complessitá che nasce dal dover andare contro non solo alla immagine che gli altri hanno di noi ma, e sopratutto, a quella che noi abbiamo di noi stessi (e che é un riflesso della prima).
ma é l’unica cosa da fare. é l’unica cosa che ci rende esseri umani.
il tempo poi aiuta. e non solo quello…
Io credo che l’iter sia proprio questo… Hai conosciuto (da sempre) te stesso, ora conoscerai (da sempre?) chi ti è più vicino nel cuore. E ti profetizzo (sennò che gesuita sarei?) che proprio in quell’incontro/scontro verranno fuori gli altri Valerio (belli e brutti), quelli che prima non c’erano semplicemente perchè non li conoscevi… E a chi ti è vicino nel cuore quei Valerio piaceranno tutti (nei limiti, ovviamente…), se piaceranno anche a te, come dicevano i greci ed il buon Enrico (e a questo punto anche Fabio, trattandosi di greci…)
E io, Artesibilla, ti profetizzo questo:
Prossima fermata…….
….Sinthagmaaaa….
(con la th aspiratha)
io non aggiungo considerazioni ma questo post così personale mi piace! le considerazioni le aspettiamo da te ma spero ti consolino i nostri sguardi fraterni.